SISMICA A RIFRAZIONE

Il metodo analizza il sottosuolo studiando la velocità ed il percorso dell’onda rifratta serve per ricostruire la stratigrafia del sito indagato e per dare una prima valutazione di massima delle caratteristiche geotecniche dei terreni.
Particolare potere risolutivo si ha in presenza di forti contrasti di rigidità dei terreni (ad esempio tracciare il contatto fra substrato roccioso e riporto).
Il principale limite di questa metodologia è che presuppone che gli strati, andando dall’alto verso il basso siano caratterizzati dall’avere sempre velocità crescente, tale tecnica non è quindi in grado di localizzare un’inversione di velocità delle onde, tali livelli vengono definiti come “livelli nascosti”.
Molti autori indicano come la profondità massima consigliata per lo studio con le onde rifratte i 30 metri, oltre questo limite si entra nel campo della sismica a riflessione.
Si possono prendere in considerazione le onde di compressione (P), per fini essenzialmente stratigrafici, o le onde di taglio, per studi sulla vulnerabilità sismica dei siti indagati.

Fig.1-sovrapposizione di tomografia sismica a rifrazione in onde Sh e prove con il piezocono